Gentili Consorziati,
scrivo con estremo disappunto in merito alla pubblicazione, sulla prima pagina dell’ultimo numero della rivista locale “La Quercia”, del mio comunicato relativo agli sviluppi della trattativa con Roma Capitale.
Desidero precisare, a tutela della mia professionalità e della trasparenza dovuta a tutti voi, che tale pubblicazione è avvenuta a mia totale insaputa e senza alcuna autorizzazione preventiva.
Il testo riportato è la mera copia del mio comunicato pubblicato sul sito ufficiale del Consorzio lo scorso 16 marzo: tuttavia, l’impaginazione scelta dalla rivista lo fa apparire come fosse un articolo scritto da me appositamente per la testata. A tal proposito, ribadisco con chiarezza che tra il sottoscritto e “La Quercia” non esiste alcun rapporto di collaborazione.
Ma l’aspetto più critico della vicenda riguarda il titolo scelto arbitrariamente dalla redazione (“Più contenuto l’impegno economico”), che risulta profondamente fuorviante rispetto alla realtà dei fatti.
Come ho chiaramente esposto nel corpo del comunicato originale, le nuove richieste del Comune di Roma — che ha scelto di monetizzare le aree scolastiche anziché procedere con la permuta — portano l’esborso finanziario previsto da 13 a 16 milioni di euro. È pur vero che i nuovi conteggi dell’Agenzia delle Entrate hanno portato il valore complessivo da 17 a 16 milioni di euro; tuttavia, la decisione del Comune di scartare l’ipotesi della permuta delle aree scolastiche in favore della loro monetizzazione ha determinato un incremento dell’esborso finanziario immediato. Definire “più contenuto” tale impegno è una valutazione editoriale della rivista che non solo non condivido, ma che contrasta palesemente con l’evidenza dei numeri forniti.
È evidente che un simile titolo, associato impropriamente alla mia firma, possa generare nei lettori un senso di sconcerto o la sensazione di essere presi in giro. Non posso permettere che la comunicazione ufficiale del Consorzio venga strumentalizzata o manipolata da terzi, alterandone il significato con titoli errati che rischiano di minare il rapporto di fiducia con i consorziati.
La situazione è complessa: il Comune ha modificato l’accordo iniziale negando la permuta e ciò comporta un sacrificio economico maggiore, quantomeno in termini di liquidità. Questo è un dato oggettivo e critico che stiamo affrontando con estrema serietà nelle sedi competenti.
Stigmatizzo l’iniziativa della testata, che ha agito in modo superficiale su un tema così sensibile, e mi auguro che in futuro le comunicazioni ufficiali del Consorzio non siano più oggetto di simili operazioni arbitrarie.
Roma, 22 aprile 2026
Il Direttore
dott. Valerio Pagano