Analisi storica della gestione finanziaria del Consorzio in relazione agli oneri che si assumeranno con il Comune di Roma per la stipula dell’accordo per l’Olgiata definitivamente chiusa ed autonoma

Gentili Consorziati,

in merito all’accordo con Roma Capitale, da più parti sono state sollevate perplessità sul presunto rischio che eventuali morosità dei consorziati possano gravare in modo significativo sulla collettività consortile.

Fermo quanto già precisato in ordine alla fermezza con la quale saranno giudizialmente perseguiti i morosi che possano ipoteticamente provocare problematiche di inadempienza del Consorzio nei confronti del Comune, riteniamo opportuno condividere l’analisi finanziaria che segue, basata sui dati reali e certificati dei nostri bilanci.

I timori espressi da alcuni consorziati circa il fatto che “se qualcuno non paga, debbano pagare gli altri”, oltre ad essere infondati dal punto di vista giuridico, trovano anche ulteriore rassicurazione nei numeri che fotografano la storia finanziaria-amministrativa del Consorzio.

L’ analisi condotta sui bilanci relativi al periodo di gestione dell’attuale governance (ultimi 13 anni), dimostra che le perdite definitive subite dal Consorzio in relazione alle morosità sono davvero estremamente contenute.

Dall’esame dei bilanci emerge infatti che a fronte di un totale di quote consortili richieste in 13 anni, pari a circa 54 milioni di euro, il totale delle perdite definitive subite dal Consorzio, sommando quanto rilevato contabilmente sia tramite utilizzo del fondo svalutazione crediti che direttamente come perdite su crediti, è stato di poco superiore a 500 mila euro, con un’incidenza percentuale delle perdite pari a circa l’1%.

Ciò significa che il Consorzio storicamente incassa il 99% di quanto mette in pagamento.

La mancata riscossione di un credito, oltre ad essere limitata da un punto di vista quantitativo, come dimostrano i dati numerici esposti, rappresenta anche un evento piuttosto raro per il Consorzio. A conforto di ciò il nostro Collegio sindacale ha anche avuto modo di riscontrare che l’importo della perdita totale degli ultimi 13 anni è stato determinato per una buona metà da un esiguo numero di eventi eccezionali, di cui uno relativo alla transazione con l’Ambasciata della Somalia e altri legati a procedure fallimentari e/o esecutive di società intestatarie di immobili, che sono terminate senza disponibilità per soddisfare i creditori chirografari (come il Consorzio) o con disponibilità fortemente limitate a causa della presenza di rilevanti crediti garantiti da ipoteche o privilegi.

Il sistema di riscossione funziona, dunque, in modo eccellente, al pari dei meccanismi di tutela legale dei crediti, e ciò ha consentito da sempre un’ottima tenuta dei conti.

Il rischio legato a eventuali insolvenze nell’ambito dell’accordo con il Comune di Roma, pur non potendo essere del tutto annullato, va quindi correttamente dimensionato sulla base della nostra serie storica:

  • il rischio di un ulteriore esborso complessivo – causato dalle morosità irrecuperabili – è assolutamente irrilevante in relazione al totale della spesa per oneri che si assumerà nei confronti del Comune e può essere stimato, in base ai dati storici, in circa 160.000,00 euro;
  • l’impatto per carato sarebbe pari a circa 0,16 euro;
  • l’Impatto stimato per la proprietà di una villa bifamiliare media potrebbe essere al massimo quantificato in circa 80,00 euro.

Numeri alla mano, quindi, l’impatto potenziale di eventuali insolvenze residue appare del tutto marginale e ampiamente gestibile, ben lontano dagli scenari di oneri insostenibili paventati da alcuni.

I dati dimostrano che il Consorzio Olgiata poggia su una base finanziaria solida, collaudata da anni di rigorosa gestione amministrativa.

L’accordo con Roma Capitale rappresenta un’opportunità di tutela e di sviluppo per il nostro Comprensorio, con forte rivalutazione dei prezzi delle nostre abitazioni, mentre risulta, per quanto illustrato, che le eventuali criticità legate alle morosità storiche e future si muovono all’interno di margini di rischio del tutto marginali, ampiamente e agevolmente assorbibili.

Roma, 30 settembre 2026

Cordiali saluti
Il direttore
dott. Valerio Pagano

per certificazione dei dati contabili contenuti nel presente comunicato

il collegio sindacale

dott. Francesco Alati

dott. Bruno Rega

dott. Nicola Ghisalberti